Bachelor Degree – Filosofia Integrata

Accreditamenti

Professionalità, Riconoscimenti e Tanta Voglia di Fare vengono premiate!

Harris University, una realtà conosciuta in tutto il mondo, ha accreditato l’alto valore formativo e la qualità delle persone che stanno seguendo il percorso di Filosofia Integrata, arrivato quest’anno alla terza edizione.

Bachelor Degree

E’ citando le Scritture, che il filosofo tedesco Friedrich Schelling, puntualizza: “la fede non supera la ricerca ma la esige, proprio perché è la conclusione della ricerca”.

Schelling sosteneva il concetto di assoluto e cioè l’unità indifferenziata di tutti gli opposti: natura (esteriorità) e spirito (interiorità), luce e tenebre, intelletto e desiderio, bene e male. Un modello organicistico con un fine intrinseco provandolo a spiegare partendo prima dall’oggetto (natura), andando verso il soggetto (io) e al contrario dal soggetto verso l’oggetto dando però così più valore ora al primo, ora al secondo. In un secondo tempo restituendo pari dignità alla natura e allo spirito, il filosofo colloca l’assoluto al di là di entrambi, in una regione non conoscibile con la ragione. Ma questo, a Schelling non basta, perché non tiene conto dell’individuo e dell’esistenza concreta delle cose. Il passaggio dall’indifferenza originaria alle molteplici differenziazioni è il risultato del libero arbitrio (caduta). Dal momento che la libertà rivendica autonomia e individualità, il desiderio prende il sopravvento e il male si manifesta essendosi allontanati dall’equilibrio dell’assoluto. Ma è proprio qui che l’uomo si conosce e si sperimenta su un piano dell’effettiva esistenza. Le filosofie cosiddette negative spiegano cosa è una cosa (essenza) con la ragione, ma la ragione non può spiegare perché esistono le cose. Se una persona è libera non si può sapere cosa farà attraverso la ragione ma sarà la persona stessa a rivelarlo. L’uomo ad un certo punto, nella sua ricerca speculativa della metafisica, sente l’esigenza, sperimentando in sé la sua disperazione, di credere nell’esistenza di un supremo principio dove il pensiero razionale cessa.

Schelling lo identifica in tre momenti: il principio non spirituale, quello che nega il principio non spirituale e quello spirituale posto attraverso la negazione del non spirituale. Attraverso il mito della Rivelazione, cioè la rivelazione di Dio attraverso il Cristo, che è sì il padre posto fuori di sé ma è anche il figlio che agisce autonomamente con una propria libertà personale, si apre un canale tra Dio e l’uomo che permette all’uomo di innalzarsi verso una conoscenza ultraterrena. Questo portare il divino all’uomo innesca la consapevolezza che, attraverso la volontà, il nostro procedere può solo condurre a un bene comune. Schelling chiama “potenza d’essere” il passaggio fra essenza ed esistenza. Nella potenza d’essere c’è la saggezza, non intesa come intelligenza o cultura ma come conoscenza, procedendo da un inizio ad una fine (in divenire).

Conoscenza come:

coscienza dell’essere che fu, coscienza del passato;

la bellezza e l’intuizione, coscienza dell’essere che è, coscienza del presente;

la volontà è azione, coscienza dell’essere che sarà, coscienza del futuro.

Perciò quello che può essere esige solo il “volere” per essere. Il volere è il passaggio da potenza ad atto. Anche nella teoria dell’essere di Aristotele troviamo il pensiero originale, quello che già è in potenza, ma per dargli forma c’è bisogno dell’energia. La filosofia integrata dunque è importante perché permette attraverso percorsi non solo speculativi ma esperienziali, emozionali e sensoriali l’osservazione di se stessi e del mondo che ci circonda per aprire un dialogo interno con la nostra dualità, mirato al conoscenza ed accettazione dei propri molteplici aspetti e alla consapevolezza che l’equilibrio fra le parti, porta all’unità perfetta, quale siamo e di cui facciamo parte. Consapevolezza che, portata nella società, può orientare l’umanità non solo verso l’utile e il proficuo ma anche verso la vera realizzazione che il bene individuale non può esistere senza quello comune.

OBIETTIVI

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Obiettivi Primo anno

Solida conoscenza della storia del pensiero filosofico e scientifico dell’età ellenica, sia nelle relazioni interpersonali, che nei dialoghi filosofici mirati a confrontarsi sul senso dell’esistere e del vivere. Pensiero influenzato a livello globale da conoscenze e scritti rispetto ad altre tradizioni di pensiero, come quella ebraica, orientale, cristiano giudaica.

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Obiettivi secondo anno

Metodologia di lettura e interpretazione dei testi filosofici e di storia delle idee e della cultura, che consenta di riconoscere interrelazioni concettuali e nessi storici e storiografici con altre discipline umanistiche, conoscenze e competenze negli ambiti delle applicazioni della filosofia (in particolare filosofia evoluzionistica, intelligenze del regno animale ed etico-sociale, divulgazione di blog e testi sia in forma digitale che cartacea)

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Obiettivi terzo anno

Competenze nell’utilizzare strumenti e sistemi per la comunicazione e la gestione dell’informazione oltre offrire valide competenze nelle problematiche dell’etica applicata (bioetica, etica sociale, etica e comunicazione, etica ambientale). Permette al laureato di utilizzare ed applicare conoscenze e competenze maturate nel corso del triennio tanto nei tradizionali settori della formazione, della pianificazione e della gestione delle risorse umane quanto nelle più innovative dinamiche di un mercato del lavoro.

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