Una storia semplice – Sesta parte

//Una storia semplice – Sesta parte

Una storia semplice – Sesta parte

Ci sono giorni alla fattoria dove le urla di Leo rimbalzano sulle montagne e tornano indietro disturbando il sonno di uccellini dormiglioni o i mini riposini di Piero e Arturo. Le urla di Leonardo non sono le classiche grida associate a qualche rimostranza di un bambino di tre anni, il suo urlo è un incrocio tra il feroce ruggito di un leone e l’ululato insistente di un lupo solitario.

Le prime volte che accadeva la trasformazione di quel caro bambino in un essere mostruoso tutti gli animali della fattoria scappavano qua e là in cerca di nascondigli per difendersi da chissà quale predatore, rimanevano nascosti, impietriti da quei rumori spaventosi in attesa del peggio. Ora, invece, hanno ormai capito la provenienza di quelle urla e hanno imparato a conoscere anche quell’aspetto del piccolo Leonardo/leone/lupo e quando lo trovano in giardino poco dopo gli corrono tutti incontro per consolarlo.Si sa, i briganti sono un po’ come i pirati, se si urla ci devono essere delle buone ragioni, e se la giusta causa per un pirata è la mancanza di rum o un arrembaggio di una nave, per Leonardo gli unici motivi per gridare sono la perdita del ciuccio o la paura. Ma se per il ciuccio al suo ritrovamento torna subito la calma, per le paure ritornare alla serenità diventa un po’ più complicato.

Avere paura di qualcosa è una sensazione davvero brutta, ti senti perso, un po’ solo e molto fragile e Leonardo quando si sente così ruggisce ululando (solo lui riesce a farlo) il nome “maaaaaaammmmmmaaaaaaaaaaaaaa”.
Le cose che fanno spaventare Leo sono : i lupi cattivi, le oche e il rimanere solo. I lupi cattivi dalla fattoria sono stati mandati tutti via, il papà di Viola e Leonardo, ha chiesto espressamente a tutti i lupi cattivi di andersene e ha fatto rimanere solo quelli buoni, che però vivono lontano, nelle foreste vicino alle montagne, passano di qua solo ogni tanto quando vogliono cucinare la minestra di sasso. Le oche piacciono davvero tanto a papà, perciò Leonardo sa che presto smetteranno di soffiargli e fargli paura perchè arriveranno le femmine e allora non saranno più così nervose.Ma la paura di rimanere solo è davvero grande e nonostante la mamma ed il papà gli abbiano spiegato tante volte che non sarà mai lasciato solo e che il loro bimbo è speciale lui, lo stesso, prova quella fitta nel pancino se si trova da solo in una stanza e allora grida, piange e vuole poi tantissime coccole.Quando tutti hanno sentito quel rozzo “iiiiiiiiiioooooooooooo” uscire dal furgone non potevano immaginarsi davvero che tipetto era nascosto lì dentro. Papà aveva portato a casa non solo Blind, ma anche un asinello.

Un asinello grigio, di due anni, con le orecchie lunghe, lo sguardo spaventato, tutto sporco, tutto bagnato e che ora non sta mai zitto. Per far uscire Ciuchino, così si chiama l’asinello, dal furgone ci sono volute le preghiere di papà nel tentare di convincerlo a muoversi, gli strattoni del proprietario del furgone che dopo due ore voleva tornarsene a casa, le urla di incitamento di mamma, Leonardo e Viola, e lo sguardo inebetito delle galline, incredule che quell’asino preferisse quel furgone invece del suo box tutto profumato di fieno fresco perfetto per covare qualche ovetto. Ciuchino arriva da un posto dove delle persone più cattive del lupo cattivo lo hanno fatto spaventare tante volte. Quando finalmente papà è riuscito a farlo entrare nella sua nuova cameretta nessuno della fattoria è più riuscito a toccarlo per tantissimi giorni. Ciuchi aveva paura. Allora piano piano, nei giorni successivi, tutti i membri della fattoria hanno iniziato ad andare vicino al suo box e a parlargli, per spiegargli che qui tutti si sarebbero presi cura di lui e che nessuno lo avrebbe più spaventato.

Le paure sono brutte, ma fortunatamente esiste una pozione che guarisce ogni cosa e questa pozione magica l’abbiamo tutti nel nostro cuore e si chiama amore. La mamma, Viola e Leonardo tutti i giorni gli hanno portato mele e carote, papà ogni volta che gli puliva il box gli cantava una canzone stonata, Blind gli raccontava della sua voglia di correre, le galline gli dicevano quanto fosse fortunato ad avere tutto quel fieno solo per lui, ma chi gli è stata in assoluto più vicino è stata un’oca, Felice. Felice è l’oca che ha deciso di vivere nell’aia invece che con i suoi colleghi nel laghetto insieme a Piero e Arturo. Felice è sempre stato un solitario, per due volte ha anche volato nei campi qui intorno, ma non è mai volato via, perchè è il migliore amico di papà e gli vuole molto bene. Felice non è mai andato d’accordo con nessuno, a Napoleone da delle gran beccate se si avvicina troppo, alla mamma, Viola e Leonardo soffia sempre, a chiunque altro gli passa a tiro lo becca, ma da quando è arrivato Ciuchino Felice sta sempre davanti al suo box e si fanno delle gran chiaccherate, Ciuchino raglia e l’oca risponde, sempre e a qualsiasi ora, anche di notte, per fargli capire che è sempre lì vicino a lui. Sono passati tanti giorni e ora Ciuchi non ha più paura grazie all’amore di tutta la fattoria, è un grandissimo coccolone e adora i grattini sulla testa, si fa accarezzare da tutti e saluta sempre quando arriva qualcuno. Felice è il suo miglior amico ed è sempre vicino a lui e la mamma e il papà continuano sempre a dare la pozione “tanto amore”al brigante Leonardo per non farlo mai sentire solo.

2016-12-07T10:33:03+00:00 Categories: News|