Una storia semplice – Settima parte

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Una storia semplice – Settima parte

In assoluto la cosa più bella è poter essere liberi di correre, giocare, urlare, piangere o ridere. Non esiste nulla di più appagante che poter dire sempre quello che ci passa per la testa, dare la possibilità a tutte le emozioni che abbiamo nel cuore di uscire per poi realizzare, creare, inventare.

In città, con tanto rumore, troppe macchine e sempre di corsa forse siamo in grado di rimanere in ascolto dei nostri desideri  accoccolati sotto le lenzuola del nostro letto, dopo la ninna nanna, quando il super eroe preferito viene a trovarci. In quel momento, la lucina della nanna diventa un faro lontano mentre siamo sulla rotta di nuovi mondi alla ricerca di strane creature, sogniamo di essere capitani coraggiosi e poi pompieri e poi ancora contadini sul trattore. 

Ma in fattoria il silenzio regna su tutta la casa e nei prati intorno, le voci di uccellini, oche, gallo, Blind, Ciuchino, cani, cicale e rane incitano la tua voglia di libertà ogni istante e forse è per questo motivo che Viola e Leonardo difficilmente non mettono in pratica ogni idea ingegnosa e creativa, forse è per questo che ridono, o piangono spesso e soprattutto urlano salutando aerei, treno, vicini, trattori o uccellini di passaggio. Ci sono giornate dedicate alla terra, ‘ chi fa la montagna più alta in giardino?’  e ai cani è concesso parteciparvi, ci sono giorni in cui l’acqua deve scorrere a fiumi nell’aia per innaffiare baobab immaginari e colture preziose, poi si passa al fango, al voler costruire strani macchinari con legni e sassi e così via. Potete immaginare il gran da fare ogni giorno. 

Anche gli animali la parola libertà la conoscono bene, papà, o come lo chiama Leonardo “papà Lucone con il pancione” ha spiegato ad ognuno appena arrivato l’importanza di esprimersi e non sentirsi mai costretti a stare in famiglia. Per questo motivo gli animali in fattoria sono speciali, perchè non sono obbligati a stare lì, i recinti non sono barriere invalicabili, ma ognuno di loro può uscire, esplorare, curiosare, valutare, fare ciò che vuole e scegliere. Di fughe e ritorni ce ne sono state tantissime. Le esperte in assoluto sono le caprette Piero e Arturo. Sappiate che se ora sono nel loro campo con le oche e non in giro fino sotto casa vostra è perchè vogliono bene a papà. Sanno l’impegno che ha messo nel costruirgli un bel posto e quanto ci tiene e poi non vogliono far arrabbiare più la mamma dopo averle mangiato un numero imprecisato di piante e fiori. Piero e Arturo sono riuscite a scappare da qualsiasi recinto costruito da papà, saltando, scavando, distruggendo, mangiando sempre tutto. Le loro fughe sono solo per mettere alla prova la pazienza di papà perchè, in realtà, non vanno da nessuna parte. Una volta uscite lo cercano per tutto il giardino come per dire “Ue’ papà, guarda, siamo riuscite ad uscire un’altra volta”! Sono davvero dispettose, le loro scorribande prevedono : mangiare un po’ di piante, non tutte e non tutti i fiori, solo pochini, fare la linguaccia alle oche da fuori la rete, saltare su e giù per lo steccato e i vasi, intrufolarsi in casa per un salutino veloce per poi appunto presentarsi orgogliose della propria capacità fuggitiva.

E’ scappato anche Blind, voleva vedere se il vicino aveva davvero le mucche. Ma Blind non ha usato l’ingegno, solo la forza fisica e ha rotto lo steccato. Quando papà Lucone è andato a prenderlo, la mamma non poteva credere ai suoi occhi, papà era davanti che spiegava a Blind che basta chiedere senza dover rompere tutto e Blind camminava dientro di lui, annuendo, seguendolo senza corda, senza capezza, un po’ dispiaciuto dell’accaduto, anche perchè alla fine le mucche non c’erano proprio.

Ma la voglia di libertà e correre più emozionante è stata sicuramente quella di Ciuchino.

Un giorno, mentre papà gli puliva la cameretta, ha trovato il coraggio e spingendo la porta si è messo a correre, con lo zoccolo ha aperto il cancellone grande e via per i prati. Ve lo ricordate Ciuchino? Triste e pauroso?? Dovevate vederlo, trotterellava sulla strada sterrata guardandosi intorno, fiero della propria intraprendenza, felice di correre un po’ di qua e un po’ di là, con l’emozione di chi non sa cosa fare ma l’importante è andare e vedere cosa c’è sempre più in là. Papà lo chiamava, rideva, i bambini con la mamma dal balcone gli dicevano “ora è dai vicini……..ora sta andando nel bosco…..ora nel campo….” e papà lo rincorreva seguendo le istruzioni dei suoi bimbi. Poi Ciuchino ha deciso di aver visto abbastanza. Ha preso la strada di casa, è passato di fianco a papà seduto vicino al cancello ormai sfiancato e da solo è rientrato nella sua cameretta. Da quel giorno l’asinello valoroso fa tutto da solo, va a farsi un giretto e poi torna, entra ed esce dalla stalla come vuole e dal prato dove può andare a mangiare l’erbetta fresca. Non si allontana mai, non ne ha bisogno, sa di essere libero, forte e coraggioso e vuole bene alla sua famiglia.

2016-12-07T10:36:19+00:00 Categories: News|